faccio sempre i compiti a casa
c’è una sproporzione (forse) tra l’impegno e la costanza che metto negli allenamenti e i risultati (in termini di cronometro) nelle gare. voglio dire: in tre mesi e cinque gare ho migliorato il tempo sull’ora di 19 secondi! eppure ho iniziato a correre più di un anno e mezzo fa e mi alleno con costanza da parecchi mesi… e allora?
ci sono varie spiegazioni. ochei sono poco competitivo, questo è vero, almeno in parte. verso la fine dell’ultima gara c’era un tizio che sembrava stesse schiattando, continuava a smettere di correre per camminare e poi riprendeva e poi rismetteva… ognuno che lo sorpassava sembrava davvero farlo soffrire: mi dispiaceva per lui. credo di averlo passato anch’io, ma ero davvero dispiaciuto
videntemente non mi sembra un traguardo così importante arrivare magari 500esimo o 450esimo invece che 580esimo. si potrebbe dire che io non sia competitivo sulle cose dove sono sicuro di perdere. c’è del vero: arrivare prima di 40 o 50, ma anche di 100 altri corridori non fa una gran differenza. e poi immagino di non essere competitivo nelle cose dove so di essere il migliore
come si dice: non litigare coi cretini ché gli altri potrebbero non notare la differenza. quindi non mi metto in competizione in ambito lavorativo (per esempio) se penso che la differenza sia talmente evidente da non esserci storia. non mi pare davvero elegante far vedere se e quanto io sia più bravo di un altro. mi fanno perfino un po’ pena i raccomandati e mi pesa perfino la fatica che fanno per apparire bravi o preparati
quindi perché riesco ad essere così attento e scrupoloso negli allenamenti? boh, immagino che sia solo perché se faccio qualcosa mi piace farla bene (come pelé nella vecchia pubblicità della fabergé brut) e perciò ho letto libri, scartabellata su internet, scaricato tabelle, ecc. caldo o freddo esco a correre, se sono costretto a saltare un allenamento lo recupero e mi trovo a fare allenamenti anche per 3 o 4 giorni consecutivi
ma torniamo ai mancati progressi. fumare per 40 anni immagino non aiuti a fare molti progressi. per quanto uno possa essere serio e scrupoloso negli allenamenti contano anche i polmoni e il cuore: se il mio battito medio per una 10 km è 175 (lo stesso di chi ha 10 anni meno di me e impiega magari 35-40 minuti invece dei miei 60) vuol dire che metto lo stesso impegno degli altri, con diversi risultati
un’ultima cosa: mi manca totalmente lo spirito di rivalsa. non riesco a mettere nella corsa niente di più che la voglia di star bene. non riesco (ma forse non ci provo neanche) a caricare la corsa di altre motivazioni. non credo di dover dimostrare niente, o almeno niente che possa essere dimostrato arrivando davanti ad altre 50 o 100 persone in una gara. mi fa star bene aver smesso di fumare e mi fa star meglio non fumare
l’ultimo raffreddore risale ad almeno sei mesi fa, l’ultima influenza a un anno o due, ho corso duemila chilometri senza una storta o un crampo… che m’importa se mi ci vogliono 55 o 60 minuti per fare 10 chilometri? devo ancora decidere se fare la mezza maratona roma-ostia del 26 febbraio. non so decidere se è una sfida utile o uno stress inutile per il mio fisico… (ieri ho compiuto 53 anni, e questo almeno spiega il perché di queste riflessioni)











